Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Eloisa e Abelardo

” Io non ho mai amato altro in te che te stesso, Dio lo sa; ho desiderato esclusivamente te, non ciò che tu avevi.

Non miravo al patto nuziale né ad alcuna dote, e non ho mai desiderato soddisfare il mio piacere o la mia volontà, ma la tua, esclusivamente.

E se il nome di moglie sembra più santo o più valido, mi è sempre stato più dolce il nome di amica o, se non ti scandalizzi, quello di amante o di prostituta, perché, quanto più mi umiliavo davanti a te, tanto più ti piacevo e in tal modo, inoltre, recavo meno danno alla tua fama.”

(II Lettera di Eloisa ad Abelardo – XII secolo)

Eloisa implora Abelardo di scriverle ancora, non solo per darle sue notizie, ma per dimostrarle di non averla dimenticata.

Lei vive tutta la sua vita nel ricordo dell’amore che è la ragione stessa del suo esistere, mentre Abelardo, dice, non pensa più a lei.

E conclude che questo è del resto inevitabile, perché, mentre lei ha amato con tutto il suo essere, Abelardo ha amato solo con i sensi e il suo amore per lei era attrazione fisica, non vero amore.

7 agosto 2008 Posted by | Smancerie pseudo-sentimentali | , | 7 commenti