Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Leggere, scrivere (e far di conto)

Questo è un periodo nel quale leggo parecchio: appena finisco un libro, sento subito il bisogno di iniziarne un altro, come se dovessi divorarne il più possibile, come se la mia mente cercasse in tutti i modi di rimanere impegnata ad assorbire parole, pensieri, storie, descrizioni.

Non è la prima volta che mi succede, ma stavolta questo periodo pare durare più del solito.

Ovviamente la lettura dei libri mi porta a trascurare i giornali. Compro il quotidiano tutte le mattine alla mia solita edicola, do’ un’occhiata alla prima pagina e poi lo metto nella borsa, senza più degnarlo di uno sguardo. Torno a casa dall’ufficio, svuoto la borsa e appoggio il giornale sul tavolo. A fine settimana mi trovo con una pila di giornali che sfoglio velocemente (magari ritaglio qualche articolo interessante) e vado ad incrementare la raccolta differenziata della carta.

Oltre a leggere, ho anche ripreso a scrivere.

Ho portato a termine la revisione di due racconti, che sono pronti per la pubblicazione (cioè per la proposta di pubblicazione): un racconto-bonsai con il solito finale a sorpresa e un altro un po’ più lungo. Poi girovagando per i miei file ne ho ritrovato uno del quale mi ero completamente dimenticato, che devo rielaborare perché l’idea mi sembra ottima.

Dopodiché ho deciso di tentare la strada della pubblicazione di un racconto diciamo di media lunghezza. Non so come andrà il tentativo, vedremo.

Dopodiché devo assolutamente riprendere la riscrittura del mio libro.

Tanti e tanti post fa, scrissi che avrei pubblicato sul blog l’incipit (cioè l’inizio, tanto per parlare come si mangia). Non me lo sono dimenticato, è che sono stato preso da altre cose. Ma le promesse sono promesse…

P.S.: ma oltre a leggere e scrivere, ci hanno insegnato anche a “far di conto” con la nostra vita? No? E perché mai?

WHY?

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6 agosto 2008 - Posted by | Libri, Storie ordinarie, Un po' di me

6 commenti »

  1. perche’a far di conto con la propria vita non si puo’ imparare a scuola. e comunque i conti non tornano mai.

    Commento di Valeria | 7 agosto 2008 | Rispondi

  2. No, io non sapevo di “un” tuo libro. Fa già assaporare qualcosa di tuo.. aspettiamo “l’incipit”!
    p.s. ma sei sicuro che ci sia stato insegnato da qualcuno a far di conto con la vita?? Che vuol dire far di conto? Per me è solo gioco forza, qualche bilancio a cui arrivi, come una specie di trappola ogni volta che c’è un cambio di vita.. anche una semplice tappa a cui si crede di essere giunti. Fare bilanci per me è come una piccola porta che si apre verso una sensazione di malinconia e depressione. Meglio non farli…va. Meglio la lettura..

    Commento di karla | 7 agosto 2008 | Rispondi

  3. Questa smania di leggere e non pensare non fa altro che confermare il nick ancestrale, non trovi? 😉
    Magari qualcuno ci insegnasse le regole da seguire nella propria vita! Ci sarebbe uno schema ben preciso da imparare e, per una “mente matematica” come me (così mi definisce qualcuno dei miei ragazzi), sarebbe fantastico, niente dubbi, niente incertezze, niente indecisioni, niente persieri! Ma forse non sarebbe giusto! 😦
    A.

    Commento di a77 | 7 agosto 2008 | Rispondi

  4. Dimenticato commento sulla canzone: splendida, coinvolgente. La Lennox.. poi è magnifica!!

    Commento di karla | 7 agosto 2008 | Rispondi

  5. bhe, questo periodod di vena creativa non mi pare male:vita, comunque

    Commento di laura | 7 agosto 2008 | Rispondi

  6. mi passi un fazzoletto, per favore?
    io sarò anche masochista, ma tu sei crudele…
    questa è una di quelle canzoni che ascolto quando mi voglio un po’ “massacrare”. bella. troppo bella.
    anche io aspetto l’incipit del tuo libro. leggere e scrivere… cosa c’è di meglio nella vita? (vabbé, io un’idea ce l’avrei anche… ma… lasciamo perdere, ok?)
    quella dai capelli blu non era proprio una bambina, ma una donna di 24 anni che un bel giorno diede un calcio al suo mondo, a una storia che durava da 7 anni, a un quasi matrimonio… per quel ragazzino. comunque ne è valsa la pena. lo penso ogni volta che guardo mie figlie.
    (fine del testamento)

    Commento di melania | 7 agosto 2008 | Rispondi


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