Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Leggere, scrivere (e far di conto)

Questo è un periodo nel quale leggo parecchio: appena finisco un libro, sento subito il bisogno di iniziarne un altro, come se dovessi divorarne il più possibile, come se la mia mente cercasse in tutti i modi di rimanere impegnata ad assorbire parole, pensieri, storie, descrizioni.

Non è la prima volta che mi succede, ma stavolta questo periodo pare durare più del solito.

Ovviamente la lettura dei libri mi porta a trascurare i giornali. Compro il quotidiano tutte le mattine alla mia solita edicola, do’ un’occhiata alla prima pagina e poi lo metto nella borsa, senza più degnarlo di uno sguardo. Torno a casa dall’ufficio, svuoto la borsa e appoggio il giornale sul tavolo. A fine settimana mi trovo con una pila di giornali che sfoglio velocemente (magari ritaglio qualche articolo interessante) e vado ad incrementare la raccolta differenziata della carta.

Oltre a leggere, ho anche ripreso a scrivere.

Ho portato a termine la revisione di due racconti, che sono pronti per la pubblicazione (cioè per la proposta di pubblicazione): un racconto-bonsai con il solito finale a sorpresa e un altro un po’ più lungo. Poi girovagando per i miei file ne ho ritrovato uno del quale mi ero completamente dimenticato, che devo rielaborare perché l’idea mi sembra ottima.

Dopodiché ho deciso di tentare la strada della pubblicazione di un racconto diciamo di media lunghezza. Non so come andrà il tentativo, vedremo.

Dopodiché devo assolutamente riprendere la riscrittura del mio libro.

Tanti e tanti post fa, scrissi che avrei pubblicato sul blog l’incipit (cioè l’inizio, tanto per parlare come si mangia). Non me lo sono dimenticato, è che sono stato preso da altre cose. Ma le promesse sono promesse…

P.S.: ma oltre a leggere e scrivere, ci hanno insegnato anche a “far di conto” con la nostra vita? No? E perché mai?

WHY?

6 agosto 2008 Posted by | Libri, Storie ordinarie, Un po' di me | 6 commenti

Bestie senza una patria

BESTIE SENZA UNA PATRIA è il primo romanzo di Uzodinma Iweala.

Racconta la storia di un bambino soldato in un paese africano senza nome, in una guerra civile senza ragioni, in un tempo senza speranza.

E’ stato tradotto in un linguaggio simile a quello parlato dai nigeriani residente nel nostro Paese.

E’ un libro a tratti poetico e a tratti duro, molto duro.

E’ un libro che ci ricorda che al mondo vi sono mezzo milione di minori che sono impiegati negli eserciti e/o in gruppi armati di vario tipo.

Mezzo milione di bambini ai quali viene rubata la vita.

6 agosto 2008 Posted by | Libri | | 1 commento