Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Immagino…

Lo so, lo so, il blog langue.

Sarà tutta l’energia impiegata per passare da una piattaforma all’altra; sarà tuta ‘sta foga di cambiare template; saranno i widgets, i tags, i link e i c…; sarà ‘sto caldo pazzesco e la rottura di uno dei miei due climatizzatori che m’ha fatto incazzare non poco.

Insomma, sarà quel che sarà (tanto per citare i Ricchi e Poveri), ma ultimamente ho latitato come blogger.

A dire la verità volevo commentare una notizia che ho letto tempo fa, ma non la trovo più. L’ho letta su un libro, che ho spulciato tutto da cima a fondo, ma di quella notizia neanche l’ombra.

Me la sarò sognata? Sarò rincoglionito?

Ora forse vi starete chiedendo che notizia era e io potrei anche dirla, ma temo che sia stato tutto un sogno.

Vabbeh, comunque la dico ugualmente.

Sapete qual è la prima causa di morte violenta al mondo?

Pensate che siano le guerre, le carestie, le disgrazie naturali?

No, sono i suicidi (ho detto i suicidi, non i sudici).

Incredibile,vero?

Il problema è che avevo letto la fonte esatta di questa notizia (un rapporto ONU, mi sembra) e i relativi commenti, ma ora non la trovo più.

Non la trovo più!

Vabbeh, pazienza.

Comunque ho deciso di parlare di me. In assenza di altri argomenti, mi cimento sul personale.

Vorrei dire come mi immagino la mia vita futura.

Attenzione, però. Non intendo come desidero la mia vita.

Il desiderio, come insegna il vaccabolario è una aspirazione verso ciò di cui si ha bisogno, si sente la mancanza. Ma può essere anche avidità, cupidigia, oppure rimpianto.

No, io parlo di immaginazione, che lo stesso vaccabolario ci dice essere la facoltà di elaborare liberamente e con fantasia i dati dell’esperienza sensibile e i pensieri.

Insomma, il desiderio è una cosa più passiva, invece l’immaginazione mette in moto non solo la fantasia, ma anche la razionalità. Non a caso quelli del ’68, con tutti i difetti che avevano, parlavano di immaginazione al potere, mica di desiderio…

Beh, allora io immagino che questa mia fase di turbolenza interiore, malgrado tutto, duri ancora per qualche anno e mi porti a scavalcare il traguardo dei cinquant’anni ancora in fibrillazione.

Immagino in questo periodo di proseguire in una carriera lavorativa tutto sommato abbastanza buona, soprattutto sul piano economico.

Immagino anche, sempre in questo periodo di inquietudine, di conoscere alcune persone nuove, tra le quali una in particolare, che però si rivelerà la persona giusta al momento sbagliato (tutto ciò fa molto romanticume, no?).

Immagino, alla fine di questo periodo di turbamento, di ottenere un grande successo che porti un cambiamento radicale nella mia vita (non posso scendere in ulteriori dettagli, fidatevi…).

In seguito a questo, immagino di vivere una decina d’anni (quindi poco oltre i sessanta) molto intensi, al termine dei quali inizia la fase discendente.

Immagino di avere già vissuto circa i due terzi della mia vita e quindi di non arrivare a superare i settanta.

Immagino di terminare la mia avventura terrena senza grandi sofferenze, con la consapevolezza di avercela messa tutta, attorniato da qualche persona cara.

Buon week-end a tutte/i (compresa la ministra Carfagna, che è sempre nei miei pensieri…).


3 luglio 2008 Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie, Un po' di me | 5 commenti