Buona Pasqua…
Che almeno siano un paio di giorni di tranquillità e di riposo (se ci fosse anche bel tempo, non guasterebbe).
Vi lascio questa, che non c’entra niente con questa festività, ma è ugualmente piacevole da ascoltare.
Lucio
E’ stato il mio idolo canoro dagli inizi degli anni ottanta fino alla metà degli anni novanta.
Molte sue canzoni sono state la colonna sonora del tempo che fu.
Voglio ricordarlo con questa, che in questo periodo un po’ così così, ci sta bene.
“La notte ha il suo profumo, puoi cascarci dentro che non ti vede nessuno…”
Ciao Lucio
Barcollo ma non mollo
Gli esperti sono ancora divisi circa le ragioni per cui a volte si barcolla un po’.
Alcuni dicono che sia per l’alimentazione: eccesso di proteine da fagioli, per esempio.
Altri sostengono che sia per la crisi economica: uno sente le notizie sulla Grecia e poi ripensa ad altro.
Altri ancora ritengono che la colpa sia di una valvolina che starebbe nel torace, sulla sinistra e che ogni tanto dovrebbe essere scrollata un po’.
In ogni caso, tutti gli esperti concordano sul fatto che il barcollamento non può durare più di 48 ore, oltre le quali potrebbe diventare pericoloso ed esigere interventi più radicali.
Il mio in genere passa entro 24 ore. Basta che sposti il baricentro dei ricordi e passa subito.
E si prosegue…
Ho messo via…
Ho messo via un po’ di rumore
dicono così si fa nel comodino c’è una mina
e tonsille da seimila watt.
Ho messo via i rimpiattini
dicono non ho l’età
se si voltano un momento
io ci rigioco perché a me… va.
Ho messo via un po’ di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì.
Ho messo via un po’ di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perché a sbagliare
sono bravissimo da me.
Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà.
Ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via te
Ho messo via un po’ di legnate
i segni quelli non si può
che non è il male né la botta
ma purtroppo il livido.
Ho messo via un bel po’ di foto
che prenderanno polvere
sia su rimorsi che rimpianti
che rancori e sui perché
Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà.
Ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via te
In queste scarpe
e su questa terra che dondola
dondola dondola dondola
con il conforto di
un cielo che resta lì
Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà.
Ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via
riesca a metter via,
riesca a metter via te
E’ estate, anche se non sembra dalla temperatura.
Il Liga sembra essere la colonna sonora giusta quest’anno…
Il peso della valigia
Hai fatto tutta quella strada,
per arrivare fin qui,
e ti è toccato partire bambina,
con una piccola valigia di cartone,
che hai cominciato
a riempire.
Due fogli di quella radura che non c’era già più,
rossetti finti ed un astuccio di gemme,
e la valigia ha cominciato a pesare,
e dovevi ancora partire.
E gli occhi han preso il colore del cielo,
a furia di guardarlo.. e con quegli occhi,
ciò che vedevi, nessuno può saperlo.
E sole e pioggia, e neve e tempesta..
sulla valigia e nella tua testa,
E gambe per andare e bocca per baciare.
Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui,
e ad ogni sosta c’era sempre qualcuno,
e quasi sempre tu hai provato a parlare,
ma non sentiva nessuno.
E ti sei data, ti sei presa qualche cosa, chissà..
ma le parole che ti sono avanzate,
sono finite tutte nella valigia, e li ci sono restate.
E le tue gambe andavano sempre,
solo sempre più adagio, e le tue braccia,
reggevano a stento il peso della valigia.
E sole e pioggia, e neve e tempesta..
sulla valigia e nella tua testa.
E gambe per andare e bocca per baciare.
E sole e pioggia, e neve e tempesta,
sui tuoi capelli, su quello che hai visto..
braccia per tenere, e fianchi per ballare.
Hai fatto tutta quella strada per arriavre fin qui,
ma adesso forse ti puoi riposare.
Un bagno caldo e qualcosa di fresco da bere e da mangiare.
Ti apro io la valigia mentre tu resti li,
e piano piano ti faccio vedere,
c’erano solo quattro farfalle un pò più dure a morire..
e sole pioggia neve tempesta
sulla valigia e nella tua testa
e gambe per andare
e bocca per baciare
sole pioggia neve tempesta
sui tuoi capelli su quello che hai visto
e braccia per tenere e fianchi per ballare
P.S.: dimenticavo. Serena estate alle blog-amiche!
Parole sante…
Bisognava scegliere un re fra gli alberi:
l’olivo non volle trascurare il lavoro che gli costava la sua produzione di olive,
né il fico il lavoro dei suoi fichi,
né la vigna quello del suo vino,
né gli altri alberi il lavoro dei loro frutti.
Il cardo, che non era buono a niente, fu fatto re,
anche perché aveva le spine e poteva far del male.
Io posseggo una dignità e una potenza,
che l’ignoranza e la credulità mi han procurata,
io cammino sulle teste degli uomini prosternati ai miei piedi:
se essi si rialzano e mi guardano in faccia, io sono perduto.
Bisogna quindi che io li tenga curvi a terra con catene di ferro.
Così hanno ragionato gli uomini che secoli di fanatismo hanno reso potenti.
Essi hanno degli altri potenti sotto di loro,e questi ne hanno altri ancora,
che tutti si arricchiscono delle spoglie del povero,
si ingrassano col suo sangue, e ridono della sua stupidità.
(Voltaire – Dizionario Filosofico)
Lo so, la coerenza non è il mio forte…
Insensitive
How do you cool your lips after a summer’s kiss?
How do you rid the sweat after the body bliss?
How do you turn your eyes
from the romantic glare?
How do you block the sound
of a voice you’d know anywhere?
Oh, I really should have known
by the time you drove me home,
By the vagueness in your eyes,
your casual goodbyes.
By the chill in your embrace
The expression on your face,
That told me you might have some advice to give…
On how to be…
Insensitive.
On how to be…
Insensitive.
How do you numb your skin
after the warmest touch?
How do you slow your blood
after the body rush?
How do you free your soul
after you’ve found a friend?
How do you teach your heart
it’s a crime to fall in love again?
Oh, you probably won’t remember me,
it’s probably ancient history,
I’m one of the chosen few
who went ahead and fell for you.
I’m out of vogue, I’m out of touch,
I fell too fast, I feel too much.
I thought that you might have some advice to give…
On how to be…
Insensitive.
Oh, I really should have known
by the time you drove me home,
By the vagueness in your eyes,
your casual goodbyes.
By the chill in your embrace
The expression on your face,
That told me you might have some advice to give…
On how to be…
Insensitive.
On how to be…
Insensitive.
On how to be…
Oooh
Insensitive.
Insensitive.
Maledetta primavera
Niente paura, non metterò la canzone di Loretta Goggi.
Il fatto è che se il buongiorno si vede dal mattino, questa primavera, che poteva portare qualche positiva novità, si sta dimostrando una ciofeca di stagione.
Mi vergogno quasi a scrivere quello che penso e che desidero (e infatti non lo scrivo).
Meglio ascoltarsi questa, che cantano divinamente tutti e due…
2 giugno
Scusate, forse sarò fuori luogo, ma vorrei ricordare che il 2 giugno di 29 anni fa è morto Rino Gaetano.
All’epoca lo conoscevo poco, ma in seguito ho imparato ad apprezzare le sue canzoni, di una ironia fuori dal comune.




