Aquila Non Vedente

Aquila, Bibùlo la Fatina e Lui. Una spremuta di pensieri, sorrisi e ricordi. E nostalgie…

… e non aggiungo altro…

farina e uova

impasto

tagliatelle

impadellate

impiattate

Che poi, diciamocelo francamente,

dopo un piatto di tagliatelle così,

uno si chiede:

“Ma a che serviranno mai le donne?”

Dimenticavo…

12 marzo 2011 Pubblicato da | Sani principi, Storie ordinarie | , , | 28 commenti

Giuro che non è colpa mia…

Giuro che non ho esercitato alcuna opera di “irretimento”.

Nessuna pressione occulta.

Nessun messaggio subliminale (e nemmeno sublinguale).

Nessun abbindolamento.

La richiesta di eri sera è stata naturale e spontanea:

“Papà, stasera mi fai il minestrone?”

Evvai!!!

18 agosto 2010 Pubblicato da | Notizie dal mondo fatato, Storie ordinarie | , | 30 commenti

Formaggio scoparolo

Ieri pomeriggio consueta spesa settimanale: 74 euro (di cui quasi 30 causati dalla piccolina).

Al termine, volevo acquistare un pezzetto di formaggio.

Al banco dei formaggi faceva bella mostra un cartello che annunciava una promozione sul formaggio scoparolo.

scoparoloIl formaggio Scoperino e Scoparolo è prodotto in quantità limitate e lavorato artigianalmente con ingredienti genuini.

Stagionato in ambienti caratterizzati da un’altissima umidità e da una temperatura costante che gli conferiscono una maturazione ottimale, è il frutto prezioso di una lavorazione che prevede l’impiego di latte di pecora, caglio e sale.

La particolare stagionatura dona al formaggio una crosta dorata e invecchiata e una maturazione ottimale, arricchendolo di un profumo unico ed intenso, ricordando così il gusto e il sapore di una volta.

La stagionatura dura almeno tre mesi. In questo arco di tempo la crosta invecchiata assume un colore dorato, mentre la pasta diviene gessata, bianchissima.

Io tutte queste cose mica le sapevo, prima, però l’ho comprato ugualmente.

Non si sa mai…

P.S.: avendo letto i giornali di una settimana fa, posso finalmente commentare i risultati elettorali. Stasera o domani, vedremo. Dipende da quanto saprò resistere agli assalti giocherellari della piccolina.

14 giugno 2009 Pubblicato da | Questa poi..., Storie ordinarie | , | 9 commenti

Noooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!

“Papà, questa pasta con il tonno non mi piace”.

“Come sarebbe a dire che non ti piace? Me l’hai chiesto tu di farla”

“Sì, ma fa schifo. L’amico della mamma la fa più buona”.

urlo

Noooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Surclassato nella pasta al tonno Noooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

25 marzo 2009 Pubblicato da | Pensieri disarcionati, Questa poi..., Sani principi, Storie ordinarie | , , | 19 commenti

Stasera, che sera…

passatoStasera passato di verdure, prosciutto cotto con puré di patate, un dolcetto e caffè.

Lo so, sembra il pasto di un ricoverato in ospedale, ma questo è un periodo di alta creatività letteraria, perciò non mi posso appesantire troppo alla sera (e poi la bilancia mi dice che sto sforando di 700 grammi dal mio peso forma, che oscilla dai 74 ai 76 chilogrammi).

A dire la verità a meno di un’ora dalla fine cena sento già un piccolo languorino, ma resisterò stoicamente…

Comunque sia, non posso non commentare quella che per i TG indubitabilmente si qualifica come la notizia della giornata: il Governo ha proposto l’innalzamento dell’età pensionabile delle lavoratrici del pubblico impiego, per parificarla a quella degli uomini. Questo per venire incontro a una richiesta dell’Unione Europea (e si sa che noi siamo sempre ligi alle richieste dell’UE…).

Che dire? Beh, l’unico commento che mi viene è che in ogni caso, sia che la proposta passi, sia che non passi, saremo noi uomini a sopportarne l’onere. O ci tocca sopportare cinque anni in più la collega di lavoro (diventata vecchia e rincoglionita), oppure ci tocca sopportare cinque anni in più una pensionata (diventata vecchia e rompicoglioni).

Come dice il proverbio: se non è zuppa è pan bagnato…

Buona serata.


3 marzo 2009 Pubblicato da | Pensieri disarcionati, Un po' di me | | 5 commenti

Il risotto agli asparagi

Stasera potrei parlare di politica, di cosa ne penso dei politici attuali, di come la gente dovrebbe e potrebbe stanarli con poca fatica (se volesse), ma di come non lo fa, perché purtroppo tanta, troppa gente ha i politici che si merita, essendo peggio di loro.

Ma non lo farò.

Potrei parlare della nuova stagione creativa (sul piano letterario) che sto vivendo, del ritorno della vena ironica/satirica/umoristica nei miei ultimi racconti, dopo la sua scomparsa qualche anno fa, della fatica che faccio a portare avanti contemporaneamente 4-5 racconti e un paio di altre cosucce.

Ma non lo farò.

Potrei parlare dell’ultima puntata di TUTTI PAZZI PER AMORE che c’è stata ieri sera, del lieto fine della storia (ovviamente), dei motivi per cui mi ero affezionato a questo appuntamento della domenica sera.

Ma non lo farò.

Non parlerò di niente di tutto questo.

risotto-con-asparagi Stasera parlerò del risotto agli asparagi.

Perché? E’ presto detto.

Nei primi anni del mio matrimonio ero solito acquistare alla Coop le confezioni di risotto agli asparagi. Non era niente di particolare, erano buste trasparenti con all’interno il riso e gli asparagi liofilizzati. Si buttava il tutto nella pentola con l’acqua e si faceva bollire. Pur non essendo niente di speciale, quel risotto rappresentava per me una piccola novità gastronomica, da preparare ogni tanto.

Dopo qualche anno quelle confezioni di risotto sono sparite dagli scaffali della Coop, volatilizzate e io non ho più mangiato risotto agli asparagi. Non mi è nemmeno più tornato in mente, ecco. Semplicemente così: come è sparito dagli scaffali del supermercato, quel risotto è sparito anche dalla mia vita e dalla mia memoria. Pluff…

L’anno scorso, improvvisamente e inaspettatamente, è risorta la voglia di risotto agli asparagi.

Al supermercato non ho nemmeno guardato se vi fossero risotti agli asparagi già pronti. No, ho acquistato gli asparagi, deciso a farmelo da me il risotto e così è stato.

E’ venuto buonissimo.

Da quel momento, ogni tanto me lo cucino, come stasera. Piace anche alla piccolina, malgrado a volte guardi con sospetto quelle cosette verdi che spuntano tra i chicchi di riso (“Ma è menta?” mi ha chiesto la prima volta).

Non sento più quel sapore del risotto agli asparagi della Coop, del quale non ho nemmeno nostalgia.

Quello che cucino adesso è molto più buono.

25 febbraio 2009 Pubblicato da | Pensieri disarcionati, Sani principi, Smancerie pseudo-sentimentali, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , | 27 commenti

Ciao, Bimby

Il mio Bimby se n’è andato.

Era un regalo di matrimonio e in questi anni ha lavorato come un mulo.

Ha impastato, frullato, tritato, mescolato, sminuzzato, polverizzato.

E cucinato. Ho preparato delle fantastiche paste e fagioli, sughi gustosi e leggeri, impasti per torte prelibate.

Da un anno a questa parte il suo utilizzo veniva centellinato, perché si vedeva e si sentiva che aveva dei grossi problemi.

Poi dieci giorni fa, dopo l’ultima torta preparata a fatica e un periodo di riposo forzato, l’ho portato in un centro di assistenza e la diagnosi è stata impietosa: “Troppo onerosa la riparazione. E poi una volta sostituite le parti guaste, non si sa quanto possano ancora resistere le altre, vista l’età della macchina.”

E’ come se il Bimby avesse seguito la parabola discendente della famiglia di cui ha fatto parte in tutti questi anni: è sempre stato lì, sulla cucina e ha assistito alla nostra vita familiare.

Ci ha visti terminare l’arredamento della casa.

Ci ha visti a colazione, a pranzo e a cena.

Ci ha visti parlare, discutere, ridere, scherzare, litigare, fare pace.

Ci ha visti portare in casa la piccolina e ha dato il suo contributo al suo sostentamento. L’ha vista crescere, imparare a camminare, a parlare. L’ha vista al mattino andare all’asilo, poi alla scuola materna e alla fine alle elementari.

Mi ha visto piangere per la morte di mio padre.

E poi ha assistito alla lenta agonia della famiglia e all’allontanamento di una sua parte fondamentale.

E’ come se mi avesse detto “Così non voglio più continuare. Tu mi hai utilizzato tante volte, ma io da quando sono entrato qui dentro sono stato anche manipolato, accarezzato, lavato e asciugato da mani femminili, che ora non ci sono più”.

Se ne è andato quasi chiedendomi scusa per non riuscire più a fare il suo dovere e lasciandomi il dubbio se sostituirlo con il modello nuovo oppure no.

Domani andrò a ritirarlo e penso che lo depositerò in cantina: per incrementare la raccolta differenziata c’è sempre tempo.

Gli farò anche una foto, così potrò ricordarlo anche nel futuro.

Ciao Bimby.

21 ottobre 2008 Pubblicato da | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 8 commenti

Porcini!

E’ stato grazie ad un commento ad un mio post che mi sono improvvisamente ricordato che, tra le cose buone della vita, ci sono anche i funghi, specialmente i porcini.

E allora ieri sera tagliatelle ai porcini (105 grammi di tagliatelle, mica tante, no?).

Poi un secondo leggero (insalata con olive, uovo sodo e tonno).

Indi yogurt con cereali e alla fine (alla facciaccia vostra) un bel gelato, di quelli tutti ricoperti di cioccolato fondente.

Burp!

P.S.: continuo ad andare a lavorare in vespa, sarà per questo che a tutt’oggi, inaspettatamente, non mi sono ancora beccato nè raffreddore nè mal di gola?

15 ottobre 2008 Pubblicato da | Sani principi, Un po' di me | | 19 commenti

   

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