Aquila Non Vedente

Aquila, Bibùlo la Fatina e Lui. Una spremuta di pensieri, sorrisi e ricordi. E nostalgie…

Piccola storia zen sulla vita

Due monaci zen, mentre stanno camminando per la campagna, incontrano una ragazza in lacrime. Le chiedono il motivo del suo pianto e quella risponde che per tornare a casa deve attraversare il fiume, ma dal mattino si è un po’ ingrossato e lei ha paura.

Allora uno dei due, che è grande e grosso, le dice: “Non ti preoccupare, ora ti prendo sulle spalle e ti porto io sull’altra sponda” (fosse stato un prete cattolico, la storia sarebbe stata completamente diversa…).

Così avviene, il monaco torna indietro e insieme all’altro prosegue il cammino.

Due ore dopo uno dei due monaci dice all’altro: “Senti, ma ti rendi conto che hai commesso un peccato?”

“Perché?” chiede l’altro.

“Perché noi abbiamo fatto voto di non toccare mai alcuna donna e tu ne hai appena presa una sulle spalle e le hai fatto attraversare il fiume.”

“Ah, quella donna, dici? Ma vedi, io quella donna me la sono lasciata dietro due ore fa, mi sembra di capire invece che tu la stai ancora portando con te.

Due atteggiamenti opposti rispetto alla vita.

Quello di chi, evitandola, se la porta dietro sotto forma di rimpianto e rimpianto su rimpianto, il suo cammino lungo la vita si appesantisce.

Quello di chi le cose della vita le vive talmente intensamente nel presente, da bruciare completamente qualsiasi scoria, addirittura anche di ricordo, guadagnando in questo modo leggerezza.

Ho deciso: per i miei cinquant’anni divento buddhista.

9 maggio 2010 Pubblicato da | Sani principi, Storie ordinarie | | 14 commenti

   

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