Aquila Non Vedente

Io, il Gufo, Lui e la Fatina. Una spremuta di pensieri, sorrisi e ricordi. E nostalgie…

Novembre, novembre…

E’ un mese particolare, novembre.

E’ un tipico mese di passaggio, un ponte tra l’estate definitivamente finita e l’inverno non ancora iniziato (è l’autunno, direbbe qualcuno).

Se a ottobre si può ancora godere di giornate tardo-primaverili, a novembre no (almeno qui da noi in padania): fa freddo, un freddo che inizia a penetrarmi nelle ossa; arriva la nebbia al mattino e si fa forte la voglia di scappare via, non soltanto dalla nebbia, ma anche dai problemi.

Novembre è il penultimo mese dell’anno, dovrebbe consentire il riposo, in vista del tour de force dicembraio e gennaioso, ma non è così.

Novembre mi costringe a guardarmi dentro e a osservare le altre persone come oggetti semi-sconosciuti, che scivolano via.

Sarebbe interessante fare una statistica per vedere in quali mesi sono accadute le più grandi disgrazie della storia: sono sicuro che novembre starebbe sul podio.

Per me, in questo novembre ho dovuto iniziare un percorso particolarmente doloroso: il ricovero in casa di riposo di mia madre.

Lo so già che questo provocherà una rivolgimento più nella mia vita e in quella di mia figlia che non nella sua, che anzi per certi aspetti può addirittura migliorare.

Per me sarà il distacco ormai quasi definitivo da ciò che rimane dei miei genitori. Avrò davanti tutti i giorni la loro casa ormai vuota, quella casa nella quale ho trascorso quindici anni della mia vita. Non potrò più suonare quel campanello, non sentirò più i passi avvicinarsi alla porta, non vedrò più le luci alle finestre.

E la piccolina non avrà più la casa della nonna nella quale andare a giocare o colorare.

Il palazzo diventerà un po’ più disabitato, in attesa che anch’io me ne vada ad abitare da un’altra parte.

Sarà un passaggio doloroso per me, quello che avverrà in questo novembre.

Dovrò rimboccarmi le maniche.

4 Novembre 2009 Pubblicato da aquilanonvedente | Storie ordinarie, Un po' di me | | 4 Commenti