Aquila Non Vedente

Io, il Gufo, Lui e la Fatina. Una spremuta di pensieri, sorrisi e ricordi. E nostalgie…

Con che cosa fa rima Marrazzo?

C’era una volta Antonio Lubrano, un distinto giornalista che conduceva una trasmissione dal titolo “Mi manda Lubrano”.

Poi sono venuti due giornalisti arrogantelli e saputelli, Piero Marrazzo e Andrea Vianello, a condurre una trasmissione dal titolo “Mi manda Rai3″ (perché se mettevano “Mi manda Marrazzo” uno avrebbe risposto: “Stocazzo!” oppure se mettevano “Mi manda Vianello” uno si aspettava uno sketch dei Mondaina).

marrazzoIl Marrazzo, come tanti altri giornalisti, a un certo punto si è dato alla politica ed è riuscito a farsi eleggere presidente della regione Lazio, per il rotto della cuffia (commento quasi d’obligo: “stocazzo!“).

Ora, che fa il Marrazzo invece di capitalizzare questa sua vittoria?

Si fa infinocchiare in una brutta storia di trans, ricatti, utilizzo (forse) di auto blu, droga (forse).

Cioè il cattolico Marrazzo (lui ha detto di esserlo), sposato con prole, si divertiva (non so quanto spesso) con qualche trans delle zone malfamate di Roma.

Ora, io mi sono stufato di vedere che il centro-sinistra continua a spingere in avanti dei coglioni, in incarichi importanti.

E’ vero che un politico non deve essere giudicato per le persone con le quali va a letto, ma un po’ di coerenza, un po’ di senso della misura, un po’ di senso delle istituzioni, un po’ di intelligenza, per la miseria ci vorrebbe!

Come si fa da un lato a fare leggi che puniscono prostitute e clienti, a mandare vigili e carabinieri a multarli e poi a trastullarsi tranquillamente con loro? Possibile che uno non pensi alle conseguenze non soltanto nella sua vita privata ma anche sull’istituzione che rappresenta? Possibile che uno non capisca che il privato dei politici diventa pubblico, non per colpa dei giornalisti cattivi o delle fughe di notizie nei tribunali, ma perché sono i politici che per primi sfruttano il loro privato per prendere voti?

No no, non ci siamo.

Marrazzo non può fare rima che con una cosa sola, e non è nè terrazzo, nè andazzo nè sollazzo.

26 Ottobre 2009 Pubblicato da aquilanonvedente | Politica, Questa poi..., Sani principi | , | 3 Commenti

Perché il mio ruolo nell’azienda deve sempre essere quello del risolvi-puttanate?

Lo so, questo è un periodo di dubbi esistenziali. Sarà per il freddo improvviso, sarà perché non si è visto l’autunno, sarà perché…

Comunque, qualche giorno fa ho finalmente capito qual’è, nell’ambito della gestione del personale, il mio ruolo principale nell’azienda: il risolvi-puttanate.

Le mie funzioni in genere iniziano al pomeriggio, quando pensi di utilizzare due-tre ore di calma per lavorare tranquillo e invece vieni chiamato al piano superiore, dai capi (prima di salire le scale dovresti lasciarti alle spalle il cartello “puttanata in progress“).

tasto_pcIl capo inizia a esporti un problema e tu pensi: “Adesso mi chiederà un parere su come risolverlo e io potrò utilizzare la mia preparazione, potrò mettere a frutto la mia formazione, potrò…” ma invece non succede niente di tutto questo.

Il capo, dopo avere esposto il problema, ti spiattella subito la soluzione che lui ha già trovato e, di fronte alla tua perplessità, aggiunge: “Lo so che non si potrebbe fare, ma…” e segue qualche secondo di silenzio.

Occorre capire subito il significato di quel silenzio: “Lo so benissimo che questa cosa non si può fare, ma se tu non trovi la strada per farlo ugualmente, che ci stai a fare in questa azienda?

E’ a questo punto che capisci qual’è il tuo ruolo e torni nel tuo ufficio, guardi l’orologio e ti accorgi che hai già sforato di mezz’ora l’orario di lavoro. Torni a casa, trovi tutto spento, freddo e c’è una sola cosa che può riconciliarti con la vita:

un bel minestrone!

21 Ottobre 2009 Pubblicato da aquilanonvedente | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 5 Commenti

Perché nei ragionamenti con la piccolina mi capita sempre più spesso di soccombere?

“Papà, ma è vero che il cataclisma è una cosa che arriva improvvisamente e rompe tutto?”

“Sì, in un certo senso possiamo dire che è così.”

“E allora perché io tutte le domeniche devo andare al cataclisma?”

“Al cataclisma? Ahahah! Noooooo…. Devi andare al catechismo, non al cataclisma! (Però ti accorgerai che è più o meno la stessa cosa…)”

===ooOoo===

“Papà, oggi a messa è passata la Luigia a raccogliere i soldi.”

“E tu glieli hai dati?”

“Sì, le ho dato quelli che mi avevi dato tu.”

“E perché mai?”

“Non per i poveri. Li ha raccolti per darli a Dio.”

“Vabbeh, la prossima volta a Dio glieli do’ io direttamente. Non vedo perché prima devono passare nelle mani della Luigia.”

Stai zitto tu che non capisci niente.”

==ooOoo===

“Papà, voglio il giubbotto con il pelo!”

“Voglio il giubbotto, voglio le scarpe, voglio i giochi! Non sai dire altro che voglio, tu? Ma lo sai che le cose si comprano con i soldi e se se ne spendono troppi finiscono?”

“Ma io ho i miei soldi! Pago io.”

“E quando finiscono anche i tuoi?”

“Mi strappo un dente.”

“Ti strappi un dente? E perché mai?”

Così il topo mi porta altri soldi.”

18 Ottobre 2009 Pubblicato da aquilanonvedente | Questa poi..., Religione, Storie ordinarie | , , | 7 Commenti

Voglio l’etilometro in tv

Non ho capito una cosa.

Se uno guida ubriaco, gli fanno (gli devono fare) un culo così, perché mette in pericolo la vita degli altri (oltre alla sua, che però sarebbero soltanto cazzi suoi).

Però, non è che se uno va in televisione un po’ alticcio a sparare cazzate a destra e a manca faccia meno danni.

castelli

Allora, perché non fare l’etilometro anche a quelli che partecipano alle trasmissioni televisive?

P.S.: scusate per le piccole parolacce, però mi sono veramente rotto o coglioni…

15 Ottobre 2009 Pubblicato da aquilanonvedente | Politica | | 8 Commenti

Elucubrazioni tardo-domenicali

Avrei molte cose da scrivere (anche per dimostrare che sono ancora vivo e vegeto, nonostante i casini vari che mi hanno colpito), ma sono stanco. Sono stanto perché stasera ho dovuto fare un blitz in stile NATO: un attacco contro un paio di metri cubi di panni da stirare, che minacciavano la sicurezza e la staticità della casa.

stirareAlla fine del blitz le forze nemiche sono risultate duramente colpite, ma anch’io ho avuto le mie belle perdite…

Comunque, come le brave massaie mentre stiravo ho acceso la televisione sul programma “Che tempo che fa”. Ho visto l’intervista a Orhan Pamuk, premio nobel per la letteratura 2006 (del quale non ho letto niente, ma prima o poi lo farò).

Dopo Pamuk è arrivato Walter Veltroni, per parlare del suo ultimo romanzo, “Noi” (come dire: dalle stelle alle stalle).

Subito mi è venuto da pensare: “Bella faccia tosta: proprio nel giorno della convenzione del PD, alla quale non ha partecipato, va in tv da Fazio”. Ma tant’è, ognuno fa le proprie scelte.

Il buon Uolter, dopo avere parlato del suo libro (che non ho letto e che non leggerò) ha parlato anche di politica, sciorinando le solite belle parole.

Un suo ragionamento in particolare mi ha colpito. Uolter ha detto che oggi è più facile “vendere” paura piuttosto che fiducia negli altri; che una volta si lasciava la chiave nella toppa perché si aveva fiducia nel vicino; che il razzismo verso gli immigrati ci porta su una brutta strada, eccetera eccetera.

Ora, queste sono tutte affermazioni condivisibili, ma da uno che è stato anche, tra l’altro (e molto altro) vicepresidente del Consiglio dei ministri mi aspettavo qualcosa di più. Mi sarei aspettato, per esempio, di capire cosa dire a quelle persone che hanno paura a uscire di casa non soltanto la sera, ma anche di giorno, a causa della criminalità (organizzata o meno), per le prostitute e i relativi clienti (che non sono il massimo da mostrare ai bambini), per la sporcizia e il traffico, eccetera. E’ facile parlare quando si sta nel proprio guscio, ben protetti e sparare belle parole a destra e a manca.

E’ vero che il centro-destra vende e alimenta la paura. La paura spinge ad affidarsi ai forti, spinge a delegare le scelte ad altri, spinge a ricercare l’ordine di facciata. Ma la paura è, in fondo, un’emozione razionale, che occorre governare e che si combatte con i fatti.

Anch’io ho una paura: che questo centro-sinistra rimanga così com’è e che consenta al Grande Venditore di Fumo di governare per altri quindici anni.

12 Ottobre 2009 Pubblicato da aquilanonvedente | Pensieri disarcionati, Politica | , | 5 Commenti