Il burka non mi piace
Lo dico chiaramente e non me ne frega niente delle usanze religiose degli “altri”. Ne ho abbastanza delle nostre, se è solo per quello.
Il burka non mi piace e sono favorevole a vietarlo in pubblico.
Punto.
Questione di regole.
A casa loro facciano quello che vogliono.
E non diciamo stronzate che ci sono persone con il casco integrale e i vetri dei SUV “affumicati”. Evitiamo le stronzate.


piu’ che regole mi sembra tu ne faccia una questione di gusti. se a te non piace perche’ non dovrebbero metterlo loro?
o no?
Anche a me non piace. Anzi, non lo posso proprio vedere. Non è una questione di gusti, questi afghani colorati sono pure belli.
Per prima cosa mi fanno paura, così come mi fa paura uno che passeggia con il casco integrale in testa, o un passamontagna, o come le auto con i vetri oscurati: paura del mistero che c’è sotto.
E poi vedere le donne nascoste sotto il burka mi ricorda che ci sono padri che ammazzano le figlie se escono con un italiano e madri che approvano simili gesti.
E poi…quando quest’estate era caldo davvero, vedere le ragazzine con i pantaloni lunghi, le maniche lunghe e il velo in testa, neppure integrale, con il viso scoperto, ma questo velo legato intorno al collo e giù fino a coprire le spalle, bèh… mi faceva stare male.
non condivido nulla di ciò che scrivi e pensi.. se non il fatto che in casa altrui IO rispetto le usanze della casa, ed è innegabile che qui sia “casa nostra” .. quindi..
In questi giorni sono molto inkazzata con chi vede nel “diverso” un nemico..
Ho soltanto detto che io sono uno di quelli che vieterebbero il burka nei luoghi pubblici, perché non voglio dover spiegare a mia figlia che c’è una religione che impone tali stronzate.
Non ho detto che il diverso è un nemico.
sai che c’e', e parlo anche a lavinia, c’e’ che ci fa paura il burka perche’ rappresenta la diversita’, perche’ ci fa venire in mente che il padre picchia la figlia, anzi che la uccide. Pero’ ci dimentichiamo di guardare ANCHE a tutti quegli uomini, padri o mariti che siano, italiani-italianissimi che non impongono il burka perche’ non appartiene alla loro cultura, ma che picchiano lo stesso e uccidono lo stesso. E il burka lo imporrebbero se solo fosse in uso anche da noi. Quindi, vorrei dire, stiamo attenti a non usare due pesi e due misure. La violenza si esercita anche senza burka, in Italia, infatti, le donne sono soltanto oggetto sessuale, basta guardare il premiere, le sue escort, oppure basta accendere la tv. Anche quella e’ mancanza di rispetto, e’ sottomissione, e’ l’uomo dominante contro la donna sottomessa, e’ violenza. Tuttavia ci schifiamo di meno, forse ci sembra anche meno grave, ma invece la sostanza e’ la stessa. Il peso politico, culturale, sociale della donna in Italia si esprimerebbe bene con i numeri relativi, ma ci pare normale cosi’.
Per quel che riguarda imporre le regole di “casa nostra”, io sono molto scettica. La multiculturalita’ non e’ repressione, e’ condivisione piuttosto. Quindi se siamo un paese civile dobbia accettare che ci siano donne che portano il velo. Anche se ci sembra ingiusto. E poi non tutte le donne sono costrette a coprirsi, lo fanno per scelta. Ne ho conosciute di donne che lo hanno fatto per scelta. Come le donne italiane che scelgono di non contare nulla nella societa’. Stesso processo mentale.
Tra l’altro, io abito negli USA e se mi venissero a dire di vestirmi in un certo modo, io mi sentirei offesa.
Valeria: tu hai espresso molto correttamente il tuo pensiero, degno del massimo rispetto, ma io non sono d’accordo.
Anzitutto non sono d’accordo nel mischiare pan per focaccia (sono buoni tutti e due, per carità, ma sono due cose diverse).
A me non fa paura il burka né perché rappresenta la diversità; né perché mi ricorda la violenza sulle donne.
La prima cosa non mi spaventa, la seconda la condanno come tutte le forme di violenza.
Ma qui stiamo parlando di un’altra cosa.
Io sto parlando del burka e basta, di quell’indumento portato da alcune donne per motivi religiosi e non mi interessa se sono costrette a farlo oppure no. Questo è un altro problema.
Io sto soltanto dicendo che lo vieterei in pubblico, come vieterei tutte le manifestazioni religiose “estreme”. Cosa intendo con questo termine? Quello che una società, di volta in volta, ritiene non tollerabile.
Io sono libero di inginocchiarmi nel mio salotto o nel mio corridoio a pregare, quando e come voglio. Non lo posso fare per strada o in piazza. Perché? Perché dovrebbe essere sentito dalla maggioranza delle persone come una manifestazione eccessiva. Chi stabilisce che è eccessiva? Lo stabilisce la società, fissando dei paletti alla convivenza che possono (anzi, devono) cambiare nei diversi periodi, ma che rappresentano delle regole da rispettare.
sulla cosa della diversità magari scrivo qualcosa dopo..
@ valeria: quando ho detto che “in casa altrui IO rispetto le usanze della casa” -non so se si è capito -ma è una cosa che io voglio fare, come segno di rispetto sincero verso chi mi ospita e non perchè mi viene imposta
Condivido quanto dice lavinia che accosta il burqa al casco integrale.
Sono molto affascinata dalle diversità (che sono arricchimento reciproco)ma vorrei poter distinguere realmente chi si copre perchè sente di volerlo fare da chi invece lo fa perchè le viene imposto dalla religione e/o dalla famiglia…
@ tutti
ma allora pure le suore?
è difficile. da un lato non mi piace come idea, in particolare se non è una scelta ma un’imposizione. dall’altra sono portata al rispetto e alla tolleranza. di conseguenza sono abbastanza combattuta. credo poi vada fatta una distinzione, ma qui si entra in un discorso piuttosto complicato, fra quello che rientra nelle tradizioni di un popolo e quello che è invece solo ignoranza. mi è venuta in mente l’infibulazione, per esempio. che ovviamente condanno e non accetto. eppure a questo rito vengono ancora sottoposte tante donne e non solo in Africa e nei paesi Arabi, ma anche qui in Italia. solo per fare un esempio.
adesso voglio vedere che rispondi
buongiorno
Qui non solo si prende pan per focaccia ma si prendono anche fischi per fiaschi.
Le suore sono un’altra cosa, che non c’entra niente con il burka. Le suore, fino a prova contraria, sono donne che hanno scelto liberamente di prendere i voti e vestono un abito religioso (che, fino a prova contraria, non copre né viso né occhi).
Con il burka non c’entrano assolutamente niente.
Cita giustamente Maria l’esempio dell’infibulazione (forse è il primo esempio che azzecca, ma non bisogna mai disperare…).
E poi io non dico che il burka non va messo. Chi vuole, lo metta nel proprio paese o a casa propria.
Io ho detto e ribadisco che dovrebbe essere vietato in pubblico in Italia e la cosa avrebbe anche una funzione educativa (tradotto: c’è un limite a tutto).
come sarebbe a dire che “forse è il primo esempio che azzecca”? parli di me? ma sentilo un po’…
ecco… mò mi hai distolto dai miei lavori di casa, e dire che stamani ero di tanta buona volontà… (la scusa mi ci voleva…)
La questione mi sembra un po’ più complessa di un semplice “non mi piace il burka”.
Neanche a me piace, è una tradizione impensabile dal mio punto di vista e, penso, dal punto di vista delle donne occidentali in genere. La nostra cultura è lontana anni luce da quella dei paesi mediorientali, forse più “evoluta” per certi aspetti e quindi certe cose per noi sono incomprensibili. Non per questo non esiste gente violenta che sfrutta donne e bambini o che arreca danno di qualunque tipo ad altri!
Ci sono molti punti che contrastano fra loro. Da un lato ci sono la possibilità di vestirci come crediamo opportuno nel nostro e nei paesi altrui, di pretendere il rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni, dall’altro il rispetto per la cultura e le tradizioni dei paesi che ci ospitano e accolgono. A volte sono difficilmente conciliabili.
Il burka poi copre interamente il viso e questo è un problema in una società ormai violenta e intollerante e da qui nasce l’idea di divieti vari, che forse contrasterebbe con le libertà personali, d’espressione, ecc tanto decantate dalla Costituzione italiana.
L’infibulazione è una pratica barbara, una mutilazione che è da condannare senza ombra di dubbio. E’ vero, fa parte della tradizione di alcuni paesi, ma è dettata dall’ignoranza e dalla necessità di subordinare e comandare sulle donne. Tutti i paesi civili dovrebbero adoperarsi per combatterla perchè è una menomazione fisica a danno di chi non può difendersi.
Certe tradizioni sono difficili però da sradicare, questo è inutile negarlo!
condivido appieno!!
ecco. mi sei piaciuto. e non si tratta di gusti, ma di rispetto per le regole.
Allora???
Vabbè che quando mi rispondi è un evento da segnare sul calendario, ma mi sembra che tu abbia lasciato una discussione in sospeso
Io posso anche lasciare le cose in sospeso, altrimenti che aquila sarei?
Comunque la questione mi pare di una semplicità disarmante.
Chi fa le regole in ogni Paese? I rispettivi cittadini, ovvio.
Io sono per un concetto di cittadinanza “aperto”, cioè legata non a fattori di sangue, ma di libera scelta dell’individuo. Ovvio che la persona che desidera acquisire la cittadinanza di un altro paese deve farlo nel rispetto delle regole che quel paese si è fissato.
Il burka è una umiliazione per le donne. Punto.
Lo so che ce ne sono tante altre, ma molte di queste sono già punite dalla legge.
Il burka andrebbe vietato in pubblico, senza se e senza ma.
Il divieto svolgerebbe anche una funzione educativa, significando che le tradizioni religiose non possono mai sfociare nell’umiliazione delle persone.
Questo penso io.
non è facile ammetterlo.
ma il tuo ragionamento fila.
adesso sì
…è una settimana (o più) che lo stai a dire… possiamo cambiare argomento?
Maria.. mi ha tolto i tasti dalle dita !!
CofCof… ehm… mi sentite?! O meglio… mi leggete?! Bene… perchè questo forse sarà uno dei pochi commenti seri fatti dalla sottoscritta.
La questione del velo e del burqa è un po’ troppo particolare perchè possa essere esaminata con leggerezza. E’ vero, in molte famiglie le donne vengono obbligate a portarlo ed è effettivamente qualcosa di ingiusto e che lede al diritto all’emancipazione femminile. E’ però altrettanto vero che ci sono donne che vogliono portarlo, perchè simbolo della loro religione. Sarebbe come vietare a una donna estremamente cattolica di portare un crocefisso.
E’ un po’ la stessa regola che vieta in molte chiese cattoliche di entrare scollacciate… ma nessuno ha pensato: “Aspetta la chiesa è su suolo italiano, signorine scollacciatevi quanto vi pare, anzi entrate in bikini”
Vogliamo evitare di soffermarc al binomio cattolici/islam?
Perchè allora non vietare la kippah ebraica?!
Il punto rimane questo. Secondo me lo stato dovrebbe garantire alle donne musulmane la possibilità di fare una scelta serena e non perchè intimidite da religione o famiglia, ma sicuramente neanche dallo stato! Non vogliono portare il burqa o lo chador?! OK! Le si deve proteggere da possibili rappresaglie di estremisti. Lo vogliono portare LORO perchè simbolo della religione!? OK! Magari per legge le si può molto più semplicemente obbligare a passare sotto metal detector e simili e in presenza di oggetti sospetti obbligarle ad attenersi alla stessa regola di tutti, ossia a essere controllate.
Tutto qui?!
Che dici aquilotto?! Ho fatto male a commentare?!
prima di andare a preoccuparci delle donne con il burqua (io a torino non ne ho mai viste..e cmq penso che il loro numero su 57milioni che siamo sia irrilevante), sarebbe molto meglio preoccuparci delle ragazzotte che vanno in televisione a dimenare sederi e tette praticamente nude, e lì la violenza verso la donna è veramente fortissima. per non parlare di due imbecilli di parlamentari del pdl che hanno detto che loro ad annozero con la d’addario non ci andavano perchè lei è una escort, ovvero una mignotta. lunga vita alla d’addario che almeno ha il coraggio di dire che quello è il suo mestiere. quindi a me come donna offende molto molto molto di più la pornografia che c’è nella pubblicità dei biscotti togo che non in una che va in giro con il burqua.
e poi ripeto : di che numeri stiamo parlando??
una standing ovation per missminnie che ha detto quello che ho provato a dire anche io!
insomma ci stupiamo delle donne con il burka, ma ci pare normale che la donna in Italia abbia un ruolo sociale pari allo zero. Andate a vivere qualche mese in un paese civile, guardate la televisione, osservate i ruoli nelle famiglie, confrontate le percentuali di assunzione degli uomini e delle donne, confrontate anche i loro stipendi. E poi ritornate in Italia, praticamente un inferno. Ma notiamo il burka perche’ non ci siamo abituati. Tutto il resto, che e’ un sopruso e una violenza e una negazione e che e’ italiano doc, non ci sorprende perche’ ci respira dentro. Allora cominciamo a fare giustizia vera, via le mignotte dalla tv, via la violenza domestica con uomini che a casa si sentono padroni e fanno da padroni e non sanno nemmeno rifarsi il letto perche’ sono troppo impegnati a fare i bambini, via la presa per il culo delle quote rosa, via le MInistre belle e oche, via tutta quella cultura che e’ peggio del burka. Ma vete visto che anche nelle trasmissioni tipo Annozero una donna se vuole parlare deve puntare i piedi e spesso i politici (uomini) le ridono in faccia? Ma le vogliamo vedere queste cosE? Ma le vogliamo combattere? Ecco, se proprio vogliamo fare giustizia alle donne, facciamo tutto questo. Perche’ allora a tua figlia gli devi spiegare che siccome e’ donna ci saranno un sacco di rospi da ingoiare, tante ingiustizie da subire, tanti uomini che le fischieranno dietro e non e’ un complimento, e’ una liberta’ che gli uomini pensano di potersi prendere. Burka o non burka, siamo noi un paese maschilista. ANche Noi. Ma questo va bene.
le ultime righe sono incasinate, ho pubblicato il commento senza rileggere. L’idea e’ comunque quella e spero sia chiara.
Sì, il vostro pensiero è chiaro. E’ quello di chi, di fronte a un problema, ne tira fuori dieci altri più importanti, finendo alla fine per non risolverne nessuno.
Come si fa a tollerare che elementi estremisti di una religione che si sta diffondendo sempre di più anche nel nostro paese impongano (e sottolineo il termine impongano) alle donne di coprirsi da capo a piedi e vietino loro di farsi vedere in pubblico?
E’ un insulto per tutta la società e per le donne innanzitutto.
Noi esageriamo nell’altro senso? Probabilmente sì, ma come si fa a non capire la differenza fondamentale che c’è tra le due cose? Nel primo caso c’è una prescrizione religiosa, dogmatica, che è molto più pericolosa di qualsiasi altra. Le leggi si possono cambiare, le volgarità si possono combattere, ma contro la religione (soprattutto nei suoi aspetti più integralisti. E parlo di tutte le religioni, non soltanto di quella islamica) molte armi sono spuntate.
Ecco perché io vieterei tutte le manifestazioni religiose pubbliche eccessive e il burka è una di queste.
Quando mia figlia mi chiede perché alcuni bambini non celebrano il natale, le rispondo che hanno usanze diverse dalle nostre, che imparerà a conoscere.
Ma quando mi chiede perché alcune donne se ne vanno in giro coperte da capo a piedi anche con 40 gradi le rispondo che è una stupidaggine.
per chi confonde “culi e tette” con l’integralismo che NEGA l’identità STESSA delle donne- le catene non si vedono perchè sono nel cervello.
e quando ti chiedera’ perche’ si spogliano?
e’ difficile lo stesso da spiegare, no?
burka o tette di fuori il principio e’ lo stesso.
entrambi sono sbagliati.
entrambi da cambiare.
pero’ non capisco perche’ tutti vedano il burka e solo quello.
vediamo anche quello e tutto il resto.
semplice valeria: perchè è molto più comodo vedere le pagliuzze negli occhi altrui che le travi nei propri, criticare ed attaccare il diverso piuttosto che cercare di migliorare se stessi..
A mia figlia dirò che è una stronzata spogliarsi per soldi, ma lo è ancora di più coprirsi per religione.
E mi stupisce che tante donne, sempre pronte a protestare per le “pari opportunità negate” finiscano per giustificare usanze che, senza mezzi termini, possiamo definire barbare.
P.S.: e non dico cosa farei a quelli che pregano per strada…
E poi questa capita proprio a fagiolo…
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/egitto-velo/egitto-velo/egitto-velo.html
Continuo però a chiedermi se il divieto serva e non peggiori le cose… infondo con il proibizionismo sono nati gli alcolizzati più convinti! Vietando il burqa non si rischia di creare estremisti ancora più “estremi” (mi perdonerete la ripetizione!)
io vedo tutto.
tutto.
forse mi sbaglio.
ma io non credo sia stato capito del tutto il senso di questo post.
almeno per quanto leggo.
anche io in un primo momento avevo travisato.
il fatto di criticare l’utilizzo del burka in luoghi pubblici mica cancella tutto il resto. non credo voglia assolvere gli aspetti più degradanti di maschilismo o mercificazione del corpo femminile. è un aspetto, collegato strettamente all’ignoranza e all’interpretazione integralista del credo religioso. di qualsiasi religione.
Hai scatenato un putiferio!
Io non dico che il tuo ragionamento sia sbagliato. Tutti gli aspetti integralisti della cultura e della religione sono sbagliati ed alcuni anche da condannare e, lo ripeto, lontani anni luce dalle nostre idee e dalle nostre convinzioni. Il burka è sicuramente mortificante per le donne, ma fa parte delle loro tradizioni. Questo è innegabile.
Dico solo che con i divieti dovremmo stare molto attenti, non sempre ci portano nella giusta direzione.
Aquiloooottooooo dove sei?! Che ti sia rintanato nella tua bottega di burqa sartoriali???! Dici la verità che la tua era solo pubblicità!!!
Beh??!! Allora dobbiamo tornare a riempire il blog di commenti per avere una nuovo post??? WonderG mi sa che bisogna tornare a brandire le DDDDDDD eufffoniche e magari organizzare di nuovo pigiama party!!!!
eD io son d’accordo con Ami!!!! Chissà dove si è andato aD inburqare l’aquilotto???!! Aquilooooottoooo yuhuuu ci sei?! No?! Ok!!! Allora… pigiama party!!!