Le dieci verità
Due amiche di blog, stelluccia e fiorella (o forse anche altre che adesso mi sfuggono) mi hanno invitato a elencare dieci verità su di me (Raccontate ai vostri lettori dieci cose che si sappiano o meno su di voi ma che sono vere. Indicate dieci persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati – un breve commento sul loro blog andrà bene. Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiati).
A parte il fatto che elencare dieci verità su di me è come consegnare a Mosè le tavole della legge, io ci provo, sperando di non rovinare definitivamente la mia già traballante reputazione.
Prima verità: sono un uomo, ho 49 anni e abito in padania, terra inquinata, nebbiosa, umida della quale farei sinceramente a meno. Mi piacerebbe fare la spola tra il mare ligure e la campagna toscana o umbra.
Seconda verità: mi piace leggere e scrivere. Mi piace leggere di tutto, dalla Commedia a Harry Potter, dalla saggistica a Sherlock Holmes. Scrivo racconti e ho un libro nel cassetto da quattro anni che prima o poi finirò di sistemare. Ho pubblicato racconti su alcune antologie e riviste letterarie, ma sono incostante.
Terza verità: ho una figlia di poco più di sette anni che quando è con me mi fa impazzire e quando non c’è mi manca da impazzire. Avrei voluto che la mia storia familiare avesse proceduto meglio di quanto è accaduto, ma ormai è troppo tardi per recriminare.
Quarta verità: io e la solitudine siamo praticamente una persona sola. Non so perché lei si sia affezionata così tanto a me e la cosa non mi fa per niente piacere. Cerco di sfuggirle come posso: le do’ false informazioni su di me, su quello che faccio, sui posti che frequento, ma lei non mi molla un attimo. Io prima o poi la uccido (Vasco).
Quinta verità: ho abbandonato la politica dopo diversi anni, perché i politici sono dei cagasotto, falsi, incapaci, incoerenti e pure un po’ stronzi. In politica mi piace l’onestà allo stato puro, senza se e senza ma. Su una cosa non ho dubbi: meglio un politico onesto ma incapace, piuttosto che un politico capace ma disonesto. Perché se uno è onesto, capisce anche i suoi limiti e tenta di superarli oppure lascia il posto a un altro. Chi la pensa al contrario secondo me è
un demente.
Sesta verità: non mi piacciono gli ipocriti e i leccaculo, non li sopporto proprio. Nella vita bisogna mantenere la propria dignità, anche se “costa”. Invece il mondo è pieno di questa gentaglia.
Settima verità: non mi piace la mia immagine allo specchio. Fino a un certo momento mi trovavo non dico bello, ma almeno “passabile”. Da un certo momento in avanti ho iniziato a vedermi brutto, invecchiato, stanco. Sicuramente è colpa dello specchio…
Ottava verità: a volte mi commuovo e piango. Quando succede, do’ la colpa alla stanchezza, allo stress, all’automobile, ecc. Credo che finora non mi abbia mai visto nessuno, però non potrei giurarlo.
Nona verità: mi piacciono le donne (sarà per la loro scarsità…). Mi piacciono belle, intelligenti, ricche e simpatiche (qualità esposte in ordine rigorosamente alfabetico – astenersi perditempo, please…), ma ho sempre avuto scarsissimi successi con loro. Anzi, diciamo pure che la situazione, sotto questo punto di vista, è sempre stata tragica.
Decima verità: tutto quello che ho scritto sopra è rigorosamente falso.
